HORTUS CONCLUSUS

ANOTHER YEAR di Mike Leigh

No, modificando il titolo italiano del film precedente di Leigh, la felicità non porta fortuna.
O quanto meno non sembra portarla la felicità altrui.
Tom e Gerri, i due coniugi sessantenni dal nome buffo, affiatati e innamorati, esponenti di una middle class colta e liberal, al centro del microcosmo messo in scena dal regista inglese non sono Poppy, o forse ne sono la versione invecchiata che alla ricerca ottimista della felicità (anche degli altri) ha sostituito la cura e difesa della propria. Il vitalismo anarchico della gioventù condito dello spirito di Wight, sopravvissuto all’epoca thatcheriana, ha lasciato il posto alla quieta raccolta e al godimento dei frutti ottenuti: il piccolo orto appena fuori città che la coppia lavora con dedizione e in armonia coi cambiamenti climatici rende con semplicissima efficacia, senza scivolare mai nel simbolico, il senso del loro way of life. La serenità epicurea di Gerri e Tom, priva di segreti o bugie che possano macchiarla, è il risultato di scelte personali, di sforzi consapevolmente mirati a quest’obiettivo e di coincidenze fortunate. La vita è stata generosa con loro ma loro hanno anche presumibilmente lottato per ottenere questo appezzamento di felicità. Se lo meritano, se lo tengono stretto. Ed è probabilmente in questo “tenerselo stretto” che si gioca la sostanza più drammatica dell’ultimo lavoro di Mike Leigh. [...]

Continua (per un bel po') QUI .

13 thoughts on “HORTUS CONCLUSUS

  1. anonimo scrive:

    tutto vero. che scoramento angosciante. non c'è scampo. per fortuna in giro ci sono anche persone come marie, george e marcus, mi verrebbe da dire. ;)

  2. UnoDiPassaggio scrive:

    Sì, ci sono. Più per fortuna nostra che per fortuna loro (ed è qui che Mike Leigh secondo me centra alla grandissima il punto). E comunque ci siamo anche noi, con loro (come loro?).

  3. anonimo scrive:

    Mike è un grande teatricocentricoespositore di segreti e bugie. Altro che Ken Loach.

    will.

  4. anonimo scrive:

    sì, centra il punto alla grandissima, purtroppo. il film è atroce proprio per questo.
    MissPascal (ero io anche al 1° commento)

  5. UnoDiPassaggio scrive:

    @will: Avevo letto "tantrico" e non capivo. :-)
    @Miss: Sì, avevo intuito fossi tu. Ormai riconosco lo stile di quei quattro affezionati che mi son rimasti.

  6. anonimo scrive:

    pochi ma buoni :-) .. non vorrai mica attirare commentatori senza stile ..! :-)
    will.

  7. anonimo scrive:

    sì, ci siamo anche noi, con loro e come loro..
    giulia
    (affezionatissima a questo blog, lo sai).

  8. daidalos28 scrive:

    … appena visto… molto intenso… e ben recitato of course… solo nn capisco, o meglio, non approvo… quello che sembra essere l'assunto di base… l'infelicità nn è un aspetto metafisico-leopardiano della vita… è il prodotto di scelte e atteggiamenti sbagliati o meglio nn costruttivi… i due poveretti del film, se magari la smettessero di bere come spugne, intanto potrebbero cominciare a risalire la china… ma nn se ne parla mai, anzi tutti gli riempiono di continuo i bicchieri di vino e offrono birre… e poi c'è qualcosa che nn mi è piaciuto proprio… una specie di accanimento sadico sui due, soprattutto sulla povera straordinaria MARY, che anche adesso prenderei l'aereo nella notte per andare ad abbracciare… in sostanza… nn ha senso per me realizzare film DEPRIMENTI, anche se poi molto belli come questo… un'opera d'arte deve lasciarmi una bella carica di energia, anche se mi fa scontrare duramente con la realtà della vita… nn vendichiamoci delle nostre frustrazioni scaricandole sui fruitori delle nostre opere… nn sto parlando di buonismo… ma di ENERGIA PURA… thx Udp e sorry per la lungaggine

  9. Bette scrive:

    Non occorre prendere aerei, di donne così il mondo è pieno. Ne avrai incontrate almeno una dozzina da quando sei uscito di casa stamane.

  10. daidalos28 scrive:

    forse hai ragione… forse Leigh è stato solo spietatamente VERO…

  11. UnoDiPassaggio scrive:

    Bette ha fornito la migliore risposta possibile. Leigh è VERO ma il suo cinema non è banale e comodo realismo, è bisturi umanista (e il fatto che "tutti", ovvero Tom e Gerri, continuino a riempire i bicchieri di vino ai loro malcapitati e avvinazzati amici, credo che non sia solo un caso). Quanto ai presunti film deprimenti, vabbé sono anche gusti, ma credo che film come quelli di Leigh siano film comunque "combattenti" e la sfida lanciata al pubblico (le discussioni che sono seguite alla visione pro o contro i due coniugi felici) ne è uno dei segni.

  12. UnoDiPassaggio scrive:

    (ah, sempre grazie ai miei quattro stilosi lettori, siamo una famiglia qui, un altro po' di vino? ^^)

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