
MILK di Gus Van Sant
Immagini di repertorio in b/n sulle retate poliziesche nei bar gay statunitensi degli anni ’60. Un uomo che al magnetofono ripercorre la propria esistenza all’ombra della morte imminente (Sean Penn, ancora un dead man walking ma innamorato della vita, ottima performance mimetica addolcita da nervature malinconiche). Inizia così Milk, storia di una collettività e storia di un uomo, e le direttrici sembrano due, il film “d’inchiesta” e d’epoca supportato da innesti documentaristici e il biopic di foggia classica imperniato su un racconto in flashback e in crescendo di vita privata intrecciata a impegno politico. [...]
Prosegue DA QUESTA PARTE.
[ma voi continuate pure a commentare qui, eh]
Complimenti sono felice che tu sia entrato nel gruppo spietato. ^^
La recensione è davvero molto bella. Complimenti anche da parte mia
Un saluto
Chimy
iuppi
Ce lo siamo meritati, e non basta ancora.
E’ bello quando il talento viene riconosciuto e premiato. Complimenti UdP!
Sul film son meno entusiasta di te, ma è certamente una bella prova.
Un caloroso benvenuto nella congregazione
Grazie a tutti. Sottolineo che il blog continuerà il suo cammino, sbilenco come sempre.
(@gahan: Molto probabilmente sono tonto io ma non ho capito bene a cosa ti riferisci. A me? a Harvey Milk? al film?)
Mi riferisco a te, indubbiamente.
Mh… non mi ha conquistato… probabilmente per GVSant era un film che ANDAVA FATTO, magari era chissa’ quanto tempo che desiderava raccontare questa storia, per l’importanza delle conquiste di Milk eccetera. Ma il film… e’ uno di quei film che giri in mezzo a progetti piu’ importanti, quei film non fatti male, non fatti in fretta, ma come ‘ordinaria amministrazione’.
[...] MILK di Gus Van Sant [...]
[...] Lance Black, può essere considerata anche come una sorta di doppio negativo di quella scritta per Milk di Gus Van Sant), nella quale alla polifonia di punti di vista sull’esistenza del personaggio [...]