Un trittico di cinema eccentrico, sbalestrato, irrisolto, irritantemente fascinoso. Alla fine non mi è chiaro quanto abbia capito di Aronofsky né quanto Aronofsky abbia capito di se stesso. Ad ogni modo, un regista non facilmente liquidabile, con cui fare i conti.



Pi Greco – Il teorema del delirio (1998). Un intrecciarsi di suggestioni in un bianco e nero sgranato e bruciato dal sole osservato troppo da vicino. "Eraserhead" di Lynch, "Taxi Driver" e "The big shave" di Scorsese ma senza tassisti e senza post-Vietnam, flash improvvisi di "Generazione Proteus" di Cammell, paranoia polanskiana, i vagabondaggi metropolitani tra caos e numeri di Amir Naderi, il laboratorio di "Tetsuo" di Shinya Tsukamoto. Opera che si avvita su se stessa e che da se stessa fugge come in una spirale aurea. Di fronte al sospetto terribile che Dio sia il più feroce Capitalista, meglio guardare inebetiti le foglie.
Requiem for a dream (2000). Schiacciati da grandangoli, sezionati da split screen, immobilizzati dalla SnorriCam, non abbiamo scampo, noi e i nostri patetici sogni. Un’orgia dei sensi sfatti e disgregati e abbrutiti dalle dipendenze, tecnicismo sadico e furibondo che pantografa il ritmo devastante/devastato di Hubert Selby jr e fa scempio del corpo di Ellen Burstyn. La New Hollywood è in rehab coatto, Alice non abita davvero più qui. Impossibile sottrarsi alle accuse di sensazionalismo, il risultato è repellente e ammaliante al tempo stesso.
L’albero della vita – The Fountain (2006). Sbeffeggiato e deriso un po’ dappertutto, probabilmente anche a ragione, ma se c’è un film ambizioso e fallimentare da difendere è questo (e forse c’entra più di qualcosa il mio amore incondizionato per i mélo fantastici da "The Portrait of Jennie" di Dieterle in giù). Di fronte al traboccare di temi e visioni centrifugati in un sincretismo di sbalorditiva elementarità e svergognato kitsch, Aronofsky opta per una messa in scena perfino sobria, un intarsio di ombre e punti luminosi abitato da primissimi piani che si liquefanno in un epilogo bianco e oro che ridà un senso all’espressione "finale delirante". Per amare infinitamente bisogna accettare la morte come il germoglio che mancava al nostro giardino.
adoro aronofsky (d’ora in poi a.a.).
meno di delmonte, beninteso, cionondimeno a.a.
saluti
ale
sono contento che l’opera di rivalutazione di the fountain (e di difesa di un autore irritante e a tratti insostenibile come aronofsky) abbia trovato una voce assai piu’ autorevole e rispettata della mia.
propongo che la difesa di the fountain sia criterio essenziale per avere la tessera del prestigioso club dei Plantstalkers
@alespiet: Per un attimo avevo pensato ti riferissi a Peter Del Monte.
@trino: D’accordo. Viva i Plantstalkers.
Se ripenso al finale di “The Fountain” non posso che ritenere che chi gli getta merda addosso– Beh, lasciamo perdere!
… chissà che brivido per un attimo
a.a.
siete tutti tremendamente snob e vi adoro per questo.
Il buon Aronofsky sconta, rispetto alla società mediatica e al buonpresentatoretg, il suo essere “antipatico” e “presuntuoso”.
Cosa che il mondo dei media, ancorato su una rassicurante normalità non ammette.
buon fine settimana a tutti.
Io stasera vado a vedere L’autre.
secondo me non è snob chi adora aronofsky, ricordati souffle che si difendeva ancora quando portava il pannolino, mica solo adesso che ha vinto il LEONE!! (troppo facile..)^^
per quanto riguarda UDP, mi faccio tappeto rosso per servirti muuauaaahh! Grandissimi parole le tue, come un Kinski pronto per il fiume di Aguirre!
Un’accusa metodica ma furiosa te la faccio e ben ti sta, perchè hai aspettato fino ad adesso a vederliiiiiiiiiiiiiiiiiii??????????????????????????
Difenditi se sei capace! ^^
@gahan: Non ti arrabbiare, pensa che adesso hai la tessera del club Plantstalkers!
@souffle: Hai lasciato questo commento solo per sottolineare che tu vai a vedere L’autre e io no, maledetto. Martellate in testa per tutti.
@WD: Perché i leoni incutono un po’ di timore e bisogna correre ai ripari per meglio affrontarli. ^^
la difesa dell’ultimo coppola va bene come sostitutivo per entrare nei plantstalker? ci tengo ^^
the fountain è davvero troppo per me…
Mmm, sottoporrò il caso alla valutazione di Trino, che è inflessibile amministratore del club. ^^ Però secondo me per l’ultimo Coppola non basta la difesa, ci vuole anche l’entusiasmo per l’eccezionale esito.
esito de che? yogurt batte delirio coppoliano 4-1
Non t’azzardare neanche a pensarlo (basterebbe il magnifico lavoro di montaggio di Walter Murch a sostenere da solo l’eccezionalità di “Un’altra giovinezza”). E poi non mi pare che tu questo yoghurt lo avessi apprezzato così tanto. Trasformista!
infatti, mai detto il contrario sullo yogurt al di là della proclamazione “film da rivalutare” e mancata rivalutazione perchè lo devo ancora rivedere ma senz’altro lo rivaluterò così sono bravo ecc. il montaggio non fa il film, come il sale non fa il minestrone
attualmente il regolamento per far parte del club prevede:
1) la difesa convinta di The Happening;
2) entusiasmo o quantomeno significativo buon umore per l’ultimo Coppola;
3) la difesa di The Fountain;
4) l’entusiasmo per I padroni della notte;
5) l’entusiasmo per Into the wild.
L’eventuale assenza di uno dei requisiti può essere perdonata dopo una valutazione specifica del candidato che prevede balli di gruppo e karaoke.
trino allora io ci sono! mi manca solo la difesa di Coppola.
@WD: Sul fatto che il montaggio non faccia il film si potrebbe discutere molto a lungo. Walter Murch, che FA cinema e non lo assiste, mica è un ingrediente aggiunto giusto per dare più sapore a una pietanza. E poi io ho detto che basterebbe solo il montaggio per renderlo eccezionale, proprio per non parlare di tutto il resto (che è splendido). Oggi sono bellicoso. ^^
@trino: E se aggiungessimo che i balli di gruppo e i karaoke devono essere effettuati esclusivamente sulla base di sequenze tratte da film di Ozon? Troppo, vero?
udp non eri bellicoso? cosa fai ti ritiri?
“@trino: E se aggiungessimo che i balli di gruppo e i karaoke devono essere effettuati esclusivamente sulla base di sequenze tratte da film di Ozon? Troppo, vero?”
si esagera adesso! e poi i balli di gruppo fanno schifo
Comincia a rivederti il balletto di “Goccie d’acqua su pietre roventi” e vedi di non sgarrare neanche un passo. Sarò inflessibile.
no, grazie, preferisco i valzer alla “i cancelli del cielo”
mi manca il 3, però simpatizzo per aronofsky, che non sarà Gallo ma è comunque un gran bel regista (e mi manca ancora pi greco, recupererò)
sono pronto ai balli di gruppo ^^
WD e honeyboy cominciate a studiare la carrà in tedesco: balletto e karaoke
un corso sui balli della Carrà (anche versione spagnola) è d’uopo perr questi maschietti.
Trino, tu sei una eterochecca diciamolo.
Udp: L’autre è bellissimo!!! Ma sarebbe stato ancora più bello vederlo con te.
Non è un coming out se dico che ti voglio bene (ma sul serio, perchè noi vecchi siamo seri), lo sanno tutti.
Io me la godo mentre la mia metà si vede Madonna a Lisbona (il concerto di Roma è stato disastroso).
baci.
Te l’ho già scritto via sms ma te lo ripeto qui. Carissimo, da vecchio a vecchio, ti voglio bene anch’io ma devi smetterla di vedere film in anteprima che dovremmo vedere assieme!
Per qualche istante ho pensato che la tua metà fosse vittima di visioni mistiche (Madonna, Fatima, Portogallo, quel che nome che si ritrova poi ^^). Ma fammi capire: è andato a Lisbona per rifarsi della delusione di Roma? Quando si dice un fan eh.
Requiem for a Dream è un film splendido, gli altri non li ho visti, ma mi sto attrezzando…
Io volevo entrare nel clubm il problema è che non mi piace The happening, e nemmeno l’ultimo coppola, non ho visto i padroni della notte, mi è piaciuto into the wild anche se non ne sono entusiasta. Però ecco The fountain io sono pronto a difenderlo alla morte.
Credo che già così, a questo stadio ancora primordiale della sua concretizzazione, il vostro club sia passibile di denuncia.
Non ho mai visto un film di Aronofsky. Dovrò recuperare, fosse anche solo per inserirmi nella querelle ormai molto accesa tra detrattori e sostenitori del regista (e di The fountain, in particolare).
no, niente Roma, solo Lisbona a Roma sono andati altri amici.
Resoconto migliore di quello che ho avuto da Roma.
Circa 75.000 persone in un parco di Lisbona (la puttana ha fatto una paccata di soldi).
Concerto abbastanza buono ma al risparmio.
Molti video (che una volta fatti si possono riutilizzare) e ballerini ridotti al minimo.
Ora, una delle ragioni per andare a un concerto di Madonna sono i ballerini e lei ce li leva quasi tutti! Che avara!
Uso del playback come d’abitudine in alcuni pezzi.
Ma ci sono state cose nuove e non un riciccio di cose vecchie.
Questo è quanto.
Requiem for a dream era talmente brutto che se ci ripenso mi metto ancora un mano sulla fronte ed emetto lamenti sommessi.
Io non so davvero cosa volesse fare con quel film.
E pensare che sul tema della tossicodipendenza Rick Moody ha scritto pagine così belle, semplici e poetiche. Sicuramente Aronofsky non le ha lette.
C’è però da dire che il materiale di partenza è fornito dal caro Hubert Selby jr che non è uno che abbia mai avuto la mano leggera.
Pi Greco fu un interessante film low budget
Requiem è splendido, una visione non basta e anzi può ingannare, l’intera terza sezione (‘Winter’) un grandissimo assolo di cinema. ECCO CHE COSA SIGNIFICA SPINGERE LE COSE AL LIMITE, la sofferenza fisica e morale, la disperazione, il disgusto. Uno dei più bei film dell’ultimo decennio
The fountain mi ha un pò deluso forse, ma nuovamente AA ha cambiato registro ed è rimasto autore non assimilabile. Atmosfere uniche, ritmo lasco, ma è un film da RIVEDERE.
Attendo The wrestler con una certa curiosità
Aronofsky sa essere intenso. Ci aspettiamo molto da lui, noi snob
Ci tengo a precisare, a scanso di equivoci, che comunque per me “Requiem for a dream” NON è un film splendido (ed è proprio la sua terza sezione a lasciarmi perplesso).
Appunto…
>1) la difesa convinta di The Happening;
2) entusiasmo o quantomeno significativo buon umore per l’ultimo Coppola;
3) la difesa di The Fountain;
4) l’entusiasmo per I padroni della notte;
5) l’entusiasmo per Into the wild.
Alla numero 2 il buonumore non è significativo, ma almeno è buonumore: credo me lo possiate concedere. Per il resto ci siamo alla grande. Passo a ritirare la tessera al banco prima di uscire.
Mmm, non ce la fai proprio a renderlo “significativo”? Per il resto saresti perfettamente in regola, un socio modello.
[...] fuoriescono piume nere di altri cinema, altre visioni ma il corpo rimane quello del cinema di Aronofsky, dissonante, impudico, squassante, scaraventato in una vertigine di superfici riflettenti. Il [...]