PROSSIMAMENTE AL CINEMA: AIDRA CONTRO IL CAVALIERE

IL CAIMANO di Nanni Moretti

Un film fatto di rovine. Brandelli di un amore finito senza un vero perché, un maglione strappato con rabbia, detriti confusi di film dimenticati (Gian Maria… Gian Maria…), squarci di film solo sognati, frammenti di trash riciclato e rivalutato come “resistenza alla dittatura del film d’autore”, una ruspa che demolisce un teatro di posa, già devastato dalle televendite di divani, un tetto sfondato da una valigia di soldi sospetti, pezzi sparsi di Lego. Macerie di un Paese, affondato nel qualunquismo, nell’inazione, nel grigiore. Rottami di un Cinema che non riesce più a raccontarci. Storia di un film che (non) si farà, ipotesi di una biografia visionaria del Cavaliere e dello specchio scuro della coscienza nazionale che è finito per rappresentare.

Regia rischiosamente neutra, pulita, netta che riesce ad amalgamare i diversi registri in una commedia (sì, una commedia) inquieta e inquietante, un prisma disincantato e tagliente sulla bruttezza privata e politica di cui ci siamo circondati. La nostra storia, la cronaca dei nostri giorni è diventata un b-movie. Nel migliore dei casi, un film sentimental-borghese, medio, garbatamente accorato. Nel frattempo una nave si allontana sulla strada, di notte, relitto del nostro immaginario agonizzante.

Ma c’è ancora tempo per alzare la testa e girare almeno una scena. E non è un musical liberatorio stavolta (bellissima la sequenza “ballata” della costruzione del set al ritmo di “Ya Rayah” di Kahled, Rachid Taha e Faudel ma il pasticcere trotzkista deve ancora aspettare) perché purtroppo non è più tempo per commedie in quest’Italietta sospesa tra orrore e folklore. Un finale agghiacciante e potente in cui il Caimano si toglie la maschera, si spoglia di belletti, barzellette, sorrisi da coccodrillo, gaffes planetarie e, attraverso il volto livido di Moretti, in un estremo gioco di specchi e sovrimpressioni, guarda in faccia noi e le nostre responsabilità.

Una condanna, un’esplosione, una silhouette nera, un incendio visto da lontano. Così lontano, così vicino.

Sorridendo, un’apocalisse a portata di mano.

[stupida postilla: a me la criticatissima sequenza sulle note già sentite di “The blower’s daughter” di Damien Rice è piaciuta e non poco, semplice, essenziale, forse banale ma chissenefrega, due auto che si sorpassano e si rincorrono, un saluto reiterato, non rassegnarsi alla scomparsa di un amore.. I can’t take my eyes off of you..]

17 risposte a “PROSSIMAMENTE AL CINEMA: AIDRA CONTRO IL CAVALIERE

  1. JerryGarcia85 scrive:

    Finalmente lo vedesti… la considerazione sui lego è acuta, e rimpiango di non averci pensato… sarà che a me non piace Damien Rice, ma la suddetta sequenza mi ha fatto venire qualche brivido (di paura)… non ci poteva mettere, che ne so, i Fairport Convention? Comunque, un capolavoro che cresce (dentro) col tempo che passa…

  2. UnoDiPassaggio scrive:

    Poteva metterci di tutto, da Nada ai Decemberists, da Nina Simone ai Blonde Redhead. :-) Ha scelto Rice. Che a me, in base ai miei vaghi gusti musicali, teoricamente non doveva piacere molto, ma in pratica, al suo apparire, mi fulminò (idem Antony & The Johnsons). Teniamocelo così il suo bellissimo film, con Rice e tutto il resto. Ci basta.

  3. anonimo scrive:

    Bravo! Questa volta condivido tutto, soprattutto il discorso sulla responsabilità…è la nostra povera Italia che è piena di caimani, una terra di schifosi rettili che come tu ben sai sono l’unica cosa da cui rifuggo…
    gresy

  4. rob81 scrive:

    Bravissimo ^^ Se fossi dei cinembloggers potresti alzare un po’ la media dei voti e unirti nel club “quelli-a-cui-è-piaicuto-il-Caimano” ^^

    Ciaoo Rob

  5. UnoDiPassaggio scrive:

    Se lo fossi. Ma non lo sono. La media cinebloggers non è poi così bassa, dai. E del club pro-Caimano (il film!) faccio comunque parte, anzi nei giorni di esaltazione sgomito e faccio anche il vessillifero ^^ Grazie, cumpà. ^^

  6. rob81 scrive:

    non ci vuole niente ad essere cinebloggers….

    Ciaoo Rob

  7. anonimo scrive:

    L’altro giorno ero in macchina…
    non ti vedo in locandina il padre di Sandro!?
    Magistralmente truccato da Silvio Orlando!
    Non ho ancora visto il film ma ti auguro da adesso di trovare sempre “compagni di poltrona rossa” in grado di vomitare commenti a fine proiezione o, che è ancora meglio, tra i due tempi.
    Come ci ha insegnato di non fare mai il nostro (tuo ex) maestro di narrazione NanniMoretti.
    …E rilassati, dopotutto Forrest Gump aveva solo 2 palle!
    Complimenti per il blog, B.L.O.G., b-log…insomma il sito.
    E che commenti!
    Barbara l’ARCHItetto

  8. UnoDiPassaggio scrive:

    Barbara!!! Il mio architetto-illustratore preferito!!! :-) (..grazie, baby..)

  9. anonimo scrive:

    Coem sequenza “d’amore” in automobile/tra automobili preferisco quella di Mission Impossible II ^^

  10. UnoDiPassaggio scrive:

    Beh, devo dire che anche quella “incidentata” del bistrattato e oscarizzato “Crash” non è male, proprio no. E c’è sempre Thandie Newton. ^^

  11. NoodlesD scrive:

    mi viene da pensare che ne è passato di tempo dal passaggio del Rex. a ogni epoca le sue navi e le sue illusioni. e questa mi sa che è proprio la fine delle illusioni e la fine della speranza di fare una commedia (moretti ne parla da tanto ma mai si decide ^_^)

  12. anonimo scrive:

    Beh mi complimento per la postilla…e siccome mi è piaiciuta ti posto la postilla postcomunista postlegame affettivo…postmoderna..

    Io e Basta

  13. BeatriceMani scrive:

    Sono andata a vederlo la sera prima del voto, un particolare magari stupido. Ero tesa come poche volte nella mia vita e ogni scena mi è corsa sulla pelle con violenza. Alla fine credo di aver pianto per scaricare la tensione, due sole lacrime, due, ma sono bastate…Sul mio blog, se ti interessa, sotto il titolo “Rettili” trovi quello che ho scritto “a caldo” e come profana del cinema (metto le mani avanti perché la pertinenza del tuo linguaggio mi ha impressionata…)

  14. anonimo scrive:

    Pochi riuscirebbero a raccontare il nostro paese come fa questo film, con una forza lucida e al tempo stesso appassionata. Tra gli attori meraviglioso Placido che interpreta l’istrionico attore Pulici con connotazioni sorprendenti. Completo, tematiche che toccano da vicino e una forma che è in grado di far vivere la storia.

  15. BeatriceMani scrive:

    Mi chiedi come sono capitata dalle tue parti? Lo scrivi tu stesso : siamo tutti “di passaggio”, in ogni senso, anche per quanto riguarda i blog…insomma, zapping saltando da una pagina all’altra seguendo l’istinto. Infatti apro la tua pagina oggi e leggo di Inside Man che avevo deciso di vedere già da un po’, leggo e mi fido del tuo commento…vedi? Mi sei perfino utile!

  16. UnoDiPassaggio scrive:

    Sì, lo zapping, certo. Ma sono un po’ all’antica e ancora mi stupisco (piacevolmente) di questi incroci. ^^
    Se ti va, fammi sapere cosa pensi di “Inside Man”. Anche se un po’ mi inquieta il fatto che ti fidi del mio commento. Per scelta ampiamente rodata, generalmente non consiglio mai niente a nessuno. Soprattutto film.

  17. [...] parole sono state spese per il ritorno al cinema di Nanni Moretti a cinque anni dal profetico “Il caimano”. E altrettante, scommetto, se ne spenderanno al momento del suo passaggio a Cannes, sia che [...]

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